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SCHEDA GUSCIO

PER CENSIRE PROCESSI DI DIALOGO TERRITORIALE

 

ATTENZIONE: I CAMPI DA RIEMPIRE SONO SOLO QUELLI BIANCHI:

 

 

N° ID. campo

N° SCHEDA: 11

0.1/0.5

COLLOCAZIONE GEOGRAFICA DELLE ESPERIENZE CENSITE

(inserire i nomi, fermandosi al livello di inquadramento che interessa le pratiche da rilevare)

0.1

STATO

Italia

0.2

REGIONE

Toscana

0.3

PROVINCIA

Firenze

0.4

COMPRENSORIO o AREA VASTA

Circondario Empolese Valdelsa

0.5

COMUNE o COMUNI interessati

Empoli, Fucecchio, Cerreto Guidi, Montelupo, Capraia e Limite, Vinci, Certaldo, Castelfiorentino, Montespertoli, Gambassi, Montatone (11)

ELENCO DELLE SCHEDE DI CASO COLLEGATE DENTRO LA STESSA UNITÀ TERRITORIALE

0.6

NUMERO DI PRATICHE CENSITE:

1

0.7

N° DI SCHEDA

NOME SINTETICO UTILE AD INDIVIDUARE OGNI SINGOLA PRATICA

LINK ALLE SUB-SCHEDE TEMATICHE

11/1

Agenda 21

DATI GENERALI

ATTORI

STRUMENTI E CONTENUTI

LIMITI, OPPORTUNITÀ, ESITI

11/2

 

DATI GENERALI

ATTORI

STRUMENTI E CONTENUTI

LIMITI, OPPORTUNITÀ, ESITI

11/3

 

DATI GENERALI

ATTORI

STRUMENTI E CONTENUTI

LIMITI, OPPORTUNITÀ, ESITI

11/4

 

DATI GENERALI

ATTORI

STRUMENTI E CONTENUTI

LIMITI, OPPORTUNITÀ, ESITI

 

N.B: = Se le pratiche territoriali da censire sono più di 5 in ogni ambito di riferimento considerato, è possibile aggiungere ulteriori righe.

 

 


SCHEDA DI CASO DI 2° LIVELLO

PER CENSIRE PROCESSI DI DIALOGO TERRITORIALE

 

ATTENZIONE: I CAMPI DA RIEMPIRE SONO SOLO QUELLI BIANCHI:

 

1.                SUB-SCHEDA “DATI GENERALI”

 

La scheda contiene alcuni dati essenziali sulla pratica censita (come il nome esteso, il livello amministrativo di riferimento entro cui si colloca o l’individuazione dell’arco temporale di sviluppo dell’esperienza) ma anche alcune brevi indicazioni su chi ha compilato la scheda.

Queste ultime sono indispensabili per individuare dei referenti da cui attingere notizie anche per il futuro, e servono anche a comprendere il grado di ‘coinvolgimento diretto’ dei soggetti che hanno impostato la descrizione e il loro punto di osservazione. Rappresentano quindi un importante elemento di ‘trasparenza’ nella costruzione dell’atlante, proponendosi di permettere anche un ‘confronto’ e facilitare una ‘sintesi’ tra narrazioni e punti di vista top-down e bottom-up sulle diverse esperienze esaminate.

 

N° ID. campo

N° IDENTIFICATIVO DELLA SCHEDA_di_CASO: X/X SC X

1.0

NOME

Agenda 21

1.1

QUAL’È L’AMBITO TERRITORIALE IN CUI L’ESPERIENZA È MATURATA?

(barrare con una X la casella corrispondente al livello dove le pratiche locali hanno preso forma)

1.1.a

LIVELLO REGIONALE

 

1.1.b

LIVELLO PROVINCIALE

 

1.1.c

ALTRO AMBITO SOVRACOMUNALE

circondario empolese valdelsa - sovracomunale

1.1.d

LIVELLO COMUNALE

 

1.1.e

LIVELLO DI MUNICIPIO

(infracomunale per città con oltre 300.000 abitanti)

 

1.1.f

LIVELLO CIRCOSCRIZIONALE

 

1.1.g

LIVELLO RIONALE (per Comuni privi di Circoscrizioni)

 

1.2

L’ESPERIENZA METTE IN STRETTO RAPPORTO DUE O PIÙ AMBITI TERRITORIALI NON CONTIGUI? (barrare con una X la casella a destra della risposta scelta)

1.2.a

SI

 

1.2.b

NO

x

1.3

SE LA RISPOSTA È “SI”, INDICARE CON UNA “X”:

1.3.a

SE APPARTENGONO ALLO STESSO AMBITO NAZIONALE

 

1.3.b

SE APPARTENGONO A CONTESTI NAZIONALI DIVERSI

 

1.3.c

DI QUANTI E QUALI AMBITI TERRITORIALI SI TRATTA? (precisare contesti e loro livelli amministrativi)

 

1.4

RIFERIMENTI TEMPORALI DELLA PRATICA DESCRITTA

1.4.a

IN CORSO

(Indicare l’anno di avvio)

X (avvio aprile 2002)

1.4.b

CONCLUSA

(Indicare gli anni di inizio e fine)

 

1.4.c

IN FASE DI AVVIO

(Indicare anno di avvio)

 

1.4.d

IN ATTESA DI RIPRESA

(Indicare anni di avvio e interruzione)

 

1.4.e

FORNIRE OSSERVAZIONI E DETTAGLI, SE NECESSARIO

Nella fase intermedia del percorso è stata attivata una sperimentazione di costruzione di scenario partecipato tramite la metodologia EASW. Tale scenario costituisce un supporto alla definizione del piano di azione dell’agenda 21 locale e in stretta integrazione con le linee guida del piano locale di sviluppo.

1.5

NOTE SUL COMPILATORE DELLA SCHEDA

1.5.a

NOME, COGNOME

David Fanfani e Camilla Perrone 

1.5.a

RECAPITI TELEFONICI

055.5031159

1.5.b

RECAPITO E-MAIL

camilla.perrone@unifi.it; david.fanfani@unifi.it

DA QUALE POSIZIONE OSSERVA o HA OSSERVATO L’ESPERIENZA ALL’EPOCA DEL SUO SVILUPPO?

1.6.

1.6.a

DA RAPPRESENTANTE O FUNZIONARIO DI UN ENTE COMPRENSORIALE (quale?)

 

1.6.b

DA RAPPRESENTANTE O FUNZIONARIO DI ENTE LOCALE (specificare quale)

 

1.6.c

DA MEMBRO DI ASSOCIAZIONE O MOVIMENTO (specificare quale)

 

1.6.d

DA RICERCATORE (di che tipo?)

Ricercatori del Laboratorio di Progettazione Ecologica degli Insediamenti, membri del Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio dell’Università di Firenze

1.6.e

DA CITTADINO INTERESSATO

 

ALTRO (specificare)

 

1.7.

EVENTUALI NOTE AGGIUNTIVE

 

1.8.

DATA DI COMPLIAZIONE DELLA SCHEDA

23/03/04

 

 


2       SUB-SCHEDA

“ATTORI INTERAGENTI”

 

La scheda contiene la descrizione degli attori promotori e di quelli via via coinvolti nel processo. E si domanda – nella percezione dei compilatori – quale grado di interazione vi sia stato tra i soggetti territoriali diversi, e quale grado di coordinamento interistituzionale. Inoltre, si propone di sottolineare l’esistenza di azioni specifiche per ottenere il coinvolgimento di particolari gruppi di attori sociali.

 

N° ID. campo

N° IDENTIFICATIVO DELLA SCHEDA_di_CASO: X/X SC X

2.1/2.3

QUALI ATTORI L’ESPERIENZA DESCRITTA È RIUSCITA A COINVOLGERE, E CON QUALE RUOLO? (definirne i nomi nella casella bianca a lato di ogni categoria)

2.1

ATTORI ISTITUZIONALI

2.1.a

PROMOTORI

Settore Urbanistica, settore ambiente, settore scuola

2.1.b

COINVOLTI SUCCESSIVAMENTE

sit circondario, rete civica, ufficio stampa, lavori pubblici, pubblica istruzione, segreteria comunale, servizi alla persona, asl 11, università (corso di laurea in urbanistica e pianificazione territoriale e ambientale)

2.2

ATTORI DEL TESSUTO SOCIALE ED ECONOMICO

2.2.a

PROMOTORI

 

2.2.b

COINVOLTI SUCCESSIVAMENTE

cooperazione sociale, pubbliche energie, acque spa, cooperativa sociale orizzonti, agenzia per lo sviluppo, Legambiente, wwf, forum ambiente, assoc. Canto della tinaia, arci, centro accoglienza empoli, associazione il ponte, associazioni empoli in gioco

2.3

CITTADINI NON

PRE-ORGANIZZATI

2.3.a

PROMOTORI

 

2.3.b

COINVOLTI SUCCESSIVAMENTE

 

2.4

EVENTUALI NOTE AGGIUNTIVE

Sono stati coinvolti prevalentemente attori organizzati e in forma di soggetti collettivi

2.5/2.8

DALLA VOSTRA POSIZIONE DI OSSERVAZIONE, QUALE GIUDIZIO RITENETE ESPRIMA MEGLIO IL GRADO DI COLLABORAZIONE TRA ATTORI CHE SI È RAGGIUNTO?

(barrare con una X la casella a destra della risposta scelta per ognuna delle categorie elencate)

TRA ATTORI ISTITUZIONALI E TESSUTO ECONOMICO

2.5.a

scarso

 

2.5.b

instabile ma positivo

x

2.5.c

buono

 

2.5.d

ottimo

 

TRA ATTORI ISTITUZIONALI E TESSUTO SOCIALE

2.6.a

scarso

 

2.6.b

instabile ma positivo

x

2.6.c

buono

 

2.6.d

ottimo

 

TRA TESSUTO SOCIALE E TESSUTO ECONOMICO

2.7.a

scarso

 

2.7.b

instabile ma positivo

x

2.7.c

buono

 

2.7.d

ottimo

 

LIVELLO DI COORDINAMENTO TRA ISTITUZIONI DIVERSE

2.8.a

scarso

 

2.8.b

instabile ma positivo

x

2.8.c

buono

 

2.8.d

ottimo

 

2.9.

EVENTUALI NOTE AGGIUNTIVE

Ci sono situazioni significative, ma non ancora consolidate

2.10

ALL’INTERNO DELL’ISTITUZIONE PROMOTRICE O CO-PROMOTRICE, SI SONO MESSE IN ATTO FORME DI COORDINAMENTO TRA ASSESSORATI E DIPARTIMENTI?

(barrare con una X la casella a destra della risposta scelta)

2.10.a

SI, CON BUONI RISULTATI

x

2.10..b

SI, MA CON RISULTATI SCARSI

 

2.10.c

NO, OGNUNO HA LAVORATO IN MANIERA SETTORIALE E POCO COORDINATA

 

2.11

SONO STATE MESSE IN ATTO STRATEGIE MIRATE AL COINVOLGIMENTO DI PARTICOLARI ATTORI SOCIALI?

2.11.a

SI

x

2.11.b

NO

 

2.12

IN CASO DI RISPOSTA AFFERMATIVA, INDICARE QUALE TIPO DI ATTORI

(Esempio: bambini, adolescenti, anziani, donne, disabili, immigrati, persone con differente orientamento sessuale, movimenti antagonisti, ecc.)

bambini, giovani, immigrati

2.13

SONO STATE MESSE IN ATTO STRATEGIE DI ‘DISCRIMINAZIONE POSITIVA’ MIRATE A BENEFICIARE NELLE SCELTE PARTICOLARI ATTORI SOCIALI? (mettere una X)

2.13.a

SI

x

2.13.b

NO

 

2.14

IN CASO DI RISPOSTA AFFERMATIVA, SPECIFICARE AZIONI E BENEFICI

Cantieri di progettazione partecipata con i bambini, con il coinvolgimento delle scuole e di operatori esperti

2.15

SONO STATE MESSE IN ATTO FORME DI MONITORAGGIO PER CONOSCERE MEGLIO IL PROFILO DI COLORO CHE PARTECIPANO ATTIVAMENTE AL PROCESSO? (mettere una X)

2.15.a

SI

 

2.15.b

NO

x

2.16.

IN CASO DI RISPOSTA POSITIVA ALLA DOMANDA 2.14, POTETE DESCRIVERE IN BREVE:

2.16.a

QUALI FORME DI MONITORAGGIO SONO STATE ATTUATE

 

2.16.b

ESPORRE ALCUNI DATI SUI PROFILI PRINCIPALI DEI PARTECIPANTI

 

2.16.c

SPECIFICARE SE È STATA REGISTRATA LA PRESENZA DI CITTADINI IMMIGRATI E LA LORO PROVENIENZA

 

2.17.

SONO STATE ADOTTATE PARTICOLARI MISURE PER GARANTIRE UGUALI OPPORTUNITÀ DI ACCESSO AI CITTADINI NON ORGANIZZATI (esempio: babysitteraggi nelle riunioni, trasporti gratuiti o rimborsabili, traduzione per non udenti e non vedenti, ecc.)?

E DI QUALE GENERE E ENTITÀ?

 

2.18.

COME SI ARTICOLA E ORGANIZZA IL PROCESSO?

Inizialmente è necessaria la costruzione di una base condivisa di dati/conoscenze che fotografi la situazione attuale del territorio: ciò è possibile grazie all'elaborazione del "Rapporto sullo Stato dell'Ambiente" ovvero di un quadro diagnostico, sistematizzazione di tutte le conoscenze ambientali.

In particolare viene realizzato un Sistema Informativo Territoriale, uno strumento di gestione "permanente" delle informazioni territoriali che consentirà alla Comunità Locale e all'Amministrazione di condividere una raccolta organica, strutturata e continuamente aggiornata di dati ambientali nonché di facilitare l'integrazione degli stessi parametri ambientali agli aspetti sociali ed economici nelle diverse fasi decisionali.

Il coinvolgimento della comunità e degli attori sociali rappresentativi viene attivato sin da questa prima fase conoscitiva perché dovrà condurre all'individuazione e analisi delle criticità e delle risorse locali e conseguentemente all'individuazione degli obiettivi da perseguire per risolvere le criticità e valorizzare le risorse.

Infine la costruzione del Piano d'Azione non rappresenta un documento conclusivo ma il punto di partenza del processo che condurrà all'attuazione delle strategie individuate per il raggiungimento degli obiettivi fissati.

L'obiettivo del progetto è quello di avviare il processo di Agenda 21 locale del Comune di Empoli attraverso:

-          la predisposizione di un quadro diagnostico che integri il sistema di conoscenze già acquisite dall'amministrazione, in particolare attraverso gli studi realizzati per il Piano Strutturale, e al tempo stesso ne riorganizzi i contenuti informativi in modo comprensibile da tutti gli attori della comunità locale;

-          la valorizzazione dei processi di coinvolgimento dei cittadini e di partecipazione pubblica già avviati con i principali "portatori di interessi" locali (stakeholders) e l'individuazione di modalità organizzative e procedurali, condivise attraverso il lavoro del Forum, che disegnino un rapporto più trasparente tra pubblica amministrazione e cittadini empolesi;

-          lo studio di modalità tecnico-amministrative per l'integrazione e l'implementazione delle azioni previste dal Piano Strutturale, rivolte alla prevenzione del rischio idraulico e alla creazione di un sistema di rete ecologica cittadina attraverso la tutela e la riqualificazione del reticolo idrografico.

2.19.

ESISTONO CRITERI PER L’ASSUNZIONE DELLE DECISIONI E/O ELEZIONI DI SOGGETTI POPOLARI CHE RAPPRESENTINO I CITTADINI IN SINGOLE FASI DEL DIBATTITO CHE RICHIEDONO TRATTAZIONE APPROFONDITA DI CONTENUTI?

Il coinvolgimento dei diversi attori costituisce infatti uno degli elementi qualificanti del processo di Agenda 21: per raggiungere obiettivi concreti è necessario mobilitare tutte le conoscenze, le esperienze, la creatività, le risorse finanziarie e il supporto di cittadini, associazioni, imprese, governo locale. La definizione delle forme più adeguate di coinvolgimento dei diversi attori e di strutturazione della partecipazione (costituzione del forum) è quindi una fase cruciale nell'ambito del processo di costruzione dell'Agenda 21 locale. Per questo motivo, nell'ambito del progetto A21Empoli, si è deciso di dedicare una particolare attenzione a questa fase di lavoro, per arrivare alla costituzione del Forum di A21Empoli solo dopo una attenta analisi delle dinamiche partecipative locali e una capillare attività di informazione e coinvolgimento dei diversi attori della comunità locale, specificamente mirata ad ogni "portatore di interesse" (stakeholder), finalizzata anche a valorizzare i processi di coinvolgimento dei cittadini e di partecipazione pubblica già avviati (vedi in particolare il Forum della cultura). A seguito delle attività preliminari di informazione e coinvolgimento dei diversi stakeholders, si prevede di arrivare alla costituzione di un Forum A21Empoli, la cui prima attività potrà essere quella di contribuire alla selezione degli indicatori di performance. La "scelta" degli indicatori, infatti, non è un aspetto meramente tecnico, che riguarda gli addetti ai lavori, ma costituisce un importante elemento decisionale, ed è necessario che sia condivisa da tutti gli attori. La scelta degli indicatori di performance (prima ancora di fissare i target) è determinante per verificare il raggiungimento degli obiettivi. Il ruolo dei tecnici sarà quello di suggerire delle ipotesi scientificamente corrette, garantendo al tempo stesso la massima "comprensibilità" delle differenze tra una alternativa e l'altra, ma la scelta degli indicatori deve essere operata in modo consensuale insieme agli attori del processo di Agenda 21

2.20.

COME E’ FINANZIATO IL PROCESSO?

progetto presentato nell’ambito del Bando “Programmi di sviluppo sostenibile e di attuazione di Agende 21 locali” promosso dal Ministero dell’Ambiente, finanziato con fondi ministeriali

2.21.

DA DOVE PRENDE ORIGINE IL NOME DEL PROCESSO?

Dalla Conferenza su Ambiente e Sviluppo di Rio de Janeiro (1992)

2.22.

ESISTE UN SITO SU CUI POTER SEGUIRE LO SNODARSI E L’EVOLVERSI DEL PROCESSO?

il sito internet del Comune di Empoli: www.comune.empoli.toscana.it

2.23.

EVENTUALI NOTE AGGIUNTIVE

 

 


3. SUB-SCHEDA

“STRUMENTI, ORGANIZZAZIONE E CONTENUTI”

 

La scheda punta ad individuare i principali contenuti innovativi delle pratiche descritte e le azioni concrete messe in atto. Vuole inoltre indagare sull’uso di particolari strumenti (consolidati o innovativi) ai fini dell’interazione continuata tra attori sociali diversi. Infine, cerca di comprendere il grado di complessità raggiunto dall’articolazione dell’esperienza esaminata.

 

N° ID. campo

N° IDENTIFICATIVO DELLA SCHEDA_di_CASO: X/X SC X

3.1

L’ESPERIENZA ESAMINATA HA PERSEGUITO LA COSTRUZIONE DI FORME DI

DIALOGO STRUTTURATO TRA ATTORI SOCIALI DIVERSI? (barrare con una X)

3.1.a

NO

 

3.1.b

SI, MA IN MANIERA EPISODICA,

 

3.1.c

SI, IN MANIERA CICLICA E/O PERMANENTE

x

3.2/3.4

IN CASO POSITIVO, QUALI STRUMENTI SONO STATI UTILIZZATI PER STRUTTURARE IL DIALOGO? (sono possibili più risposte; segnare con una X gli strumenti usati e con una Y gli strumenti con cui il processo è entrato in contatto, pur restando autonomo rispetto ad essi)

STRUMENTI INNOVATIVI CREATI AD HOC (specificare quali)

3.2.a

 

STRUMENTI CONSUETI

MA NON CODIFICATI DA NORMATIVE O BANDI NAZIONALI

(se possibile, specificare accanto dei dettagli)

3.3.a

Assemblee tematiche

aperte a tutti

 

3.3.b

Assemblee a base locale

aperte a tutti

 

3.3.c

Forum dell’Associazionismo

 

3.3.d

Consulte tematiche

 

3.3.e

Percorsi di

Bilancio Partecipativo

 

3.3.f

Consiglieri Aggiunti

 

3.3.g

Contratti di fiume

 

3.3.h

Gruppi di Acquisto Solidale

 

3.3.j

Laboratori di Progettazione

 

3.3.k

Tavoli di concertazione socio-economica

 

3.3.i

Focus Group

 

3.3.l

Conferenze d’area

 

3.3.m

ALTRO (specificare dettagli)

 

STRUMENTI O PERCORSI FORMALMENTE CODIFICATI DA NORMATIVE O BANDI NAZIONALI, EUROPEI O REGIONALI

3.4.a

Contratti di Quartiere

 

3.4.b

PRU

 

3.4.c

PRUSST

 

3.4.d

PRIU

 

3.4.e

Patti Territoriali

 

3.4.f

Piani Sociali di Zona

 

3.4.g

Agenda XXI locale

 

3.4.h

PIC URBAN o PPU finanziati UE

EASW (european awareness scenario workshop)

3.4.j

PISL

 

3.4.k

PSL/GAL

 

3.4.i

Referendum locali

 

3.4.l

Agenzie di Sviluppo Locale

 

3.4.m

Strumenti consolidati da leggi o bandi regionali (specificare dettagli)

 

3.5

EVENTUALI NOTE AGGIUNTIVE

Gli esiti dell’uso di questa tecnica sono ancora in fase di verifica e sono aperti alla sperimentazione di altre forme di coinvolgimento della società locale e di costruzione condivisa di scenari di sviluppo.

3.6

NEL CASO IL PROCESSO ABBIA UTILIZZATO O INCROCIATO ALTRI STRUMENTI DIFFERENTI, VI È STATO O VI È UN COORDINAMENTO TRA DI ESSI?

(barrare con una x – possibili più risposte, se si dettagliano accanto)

3.6.a

SI, CRESCENTE NEL TEMPO

 

3.6.b

SI, MA DECRESCENTE NEL TEMPO

 

3.6.c

NO, OGNI STRUMENTO HA OPERATO IN MANIERA SETTORIALE E POCO COORDINATA

 

3.6.d

VI È STATO UNO STRUMENTO PREVALENTE (specificare quale, e i rapporti instaurati con gli altri)

piano locale di sviluppo del circondario empolese valdelsa

3.7

NEL COMPLESSO SI SONO PRIVILEGIATE STRATEGIE DI:

(barrare con una x)

3.7.a

CONCERTAZIONE (con attori dotati di una rappresentatività antecedente al processo)

 

3.7.b

PARTECIPAZIONE (con impegno al coinvolgimento soprattutto di cittadini non pre-organizzati)

 

3.7.c

EQUILIBRIO TRA STRATEGIE CONCERTATIVE e PARTECIPATIVE APERTE A TUTTI

x

3.8

SI È CERCATO DI GARANTIRE AUTONOMIA AGLI SPAZI DI DECISIONI DELLA CITTADINANZA?

3.8.a

NON CON ATTENZIONI PARTICOLARI

 

3.8.b

SI (specificare le azioni intraprese)

forum cittadini

3.9

EVENTUALI NOTE AGGIUNTIVE

Necessità di un potenziamento e di un più ampio coinvolgimento degli attori locali

3.10

CHE VALORE HANNO ASSUNTO LE DECISIONI PRESE DAI CITTADINI?

3.10.a

CONSULTIVO

x

3.10.b

DELIBERANTE

 

3.11

SI È CERCATO DI ‘FORMALIZZARE’ O ‘STATUIRE’ I MOMENTI DI DIALOGO TRA ISTITUZIONI E CITTADINI?

3.11.a

SI, ATTRAVERSO INSERIMENTO NELLO STATUTO (specificare di quale livello amministrativo)

 

3.11.b

SI, ATTRAVERSO ORDINANZE, REGOLAMENTI E SIMILI (specificare)

 

3.11.c

NO, IL PATTO POLITICO CON I CITTADINI È STATO RITENUTO GARANZIA SUFFICIENTE

il patto è sufficiente allo stato di avanzamento attuale del processo

3.12.

QUALI STRATEGIE COMUNICATIVE SONO STATE USATE PER PROPAGANDARE I MOMENTI DI INCONTRO TRA ISTITUZIONI E CITTADINI? (specificare)

Comunicazione ordinaria tramite stampa locale, eventi, incontri pubblici

3.13.

SI È FATTO USO DI SONDAGGI D’OPINIONE? (se sì, quale uso e con quali cautele?)

no

3.14

L’ESPERIENZA HA MESSO AL CENTRO ALCUNI DEI SEGUENTI CONTENUTI?

(barrare con una X quello o quelli più centrali e con una Y altri temi trattati con impegno minore)

3.14.a

Accoglienza e integrazione degli immigrati

x

3.14.b

Fitodepurazione, chiusura dei cicli delle acque e valorizzazione del patrimonio idrico

y

3.14.d

Cooperazione decentrata come luogo di apprendimento reciproco tra Nord e Sud

y

3.14.e

Costruzione di Bilanci Sociali, Ambientali o di Genere

y

3.14.f

Cultura diffusa della prevenzione dai rischi ambientali

 

3.14.g

Diffusione di una cultura dei nuovi indicatori di benessere e qualità della vita, attraverso costruzione collettiva di nuovi indicatori locali (specificare)

y

3.14.h

Diffusione di una cultura dei nuovi indicatori di benessere, attraverso uso di nuovi indicatori internazionalmente elaborati

y

3.14.j

Diritto alla città per disabili e portatori di handicap

 

3.14.k

Diritto alla città per i bambini e gli adolescenti

x

3.14.i

Diritto alla città per le categorie sociali economicamente marginali

 

3.14.l

Distretti di economie territoriali

 

3.14.m

Educazione alla democrazia di bambini e giovani

 

3.14.n

Incentivi all’agricoltura come presidio ambientale a protezione del paesaggio storicizzato

 

3.14.o

Necessità di nuovi stili di vita che riducano l’impronta ecologica sull’ecosistema

 

3.14.p

Nuove forme di turismo responsabile e sostenibile

y

3.14.q

Partecipazione nelle reti transnazionali di commercio equo e solidale

 

3.14.r

Potenziamento di Gruppi Solidali di Acquisto locali

 

3.14.s

Protezione attiva e valorizzazione delle riserve naturali

 

3.14.t

Rafforzamento dell’identità locale e senso di appartenenza ai luoghi

 

3.14.u

Sostegno alla produzione di informazione indipendente e comunicazione sociale

 

3.14.v

Strategie di diffusione dell’accesso alle nuove tecnologie

 

3.14.w

Trasformazione e riprogettazione collettiva degli spazi pubblici

 

3.14.x

Valenza etica delle imprese

 

3.14.y

Gestione collettiva dei servizi pubblici

 

3.14.z

Costruzione di biofattorie, ecovillaggi, ecc.

 

3.14.ç

ALTRI TEMI CENTRALI TRATTATI (specificare)

 

3.14&

ALTRI TEMI SOLO SFIORATI (specificare)

 

3.15

VI È STATA SUFFICIENTE INTEGRAZIONE NEL TRATTARE I VARI TEMI SEGNALATI?

3.15.a

SI (dettagliare impressioni del perché)

sono stati integrati attraverso la definizione dello scenario futuro

3.15.b

NO (dettagliare impressioni del perché)

 

3.15.c

SOLO PER SINGOLI FILONI DI RAGGRUPPAMENTO DEI TEMI

 

3.16

CHI HA CURATO L’INFORMAZIONE SU QUESTO GENERE DI CONTENUTI (TALORA DI NON FACILE COMUNICAZIONE) E COME LO HA FATTO? (dettagliare)

rete civica

3.17

ESISTONO CORSI DI FORMAZIONE O AUTOFORMAZIONE CHE PREPARINO I CITTADINI AD AFFRONTARE TEMI COMPLESSI NEI MOMENTI DI INTERAZIONE PUBBLICA? SE SI, COME SI SVOLGONO E CHI LI ORGANIZZA E FINANZIA?

3.17.a.

NO

 

3.17.b.

SI (specificare)

 

3.18.

CHE TIPO DI AZIONI SONO STATE INTRAPRESE PER DARE AGLI INTERVENTI SUL TERRITORIO COERENZA CON I TEMI SOPRA SEGNALATI? (dettagliare)

Metodo European Awareness Scenario Workshop e Forum

3.18

EVENTUALI NOTE AGGIUNTIVE

Il Sistema Informativo Territoriale del Comune di Empoli e il Sistema Informativo Territoriale del Circondario Empolese Valdelsa, costituiscono una delle strategie di accesso alle risorse conoscitive del territorio da parte della comunità locale.

 


4. SUB-SCHEDA

“LIMITI; OPPORTUNITÀ ED ESITI”

 

La scheda punta ad individuare alcuni esiti dei processi attivati, sia in termini di raggiungimento degli obiettivi che ci si erano originariamente proposti, sia in termini di esiti non preventivati. Contestualmente, invita ad evidenziare l’esistenza di eventuali limiti delle pratiche descritte, e di opportunità positive che possono costituire filoni importanti da esplorare in futuro.

 

N° ID. campo

N° IDENTIFICATIVO DELLA SCHEDA_di_CASO: 1/2 SC 4

4.1

L’ESPERIENZA DESCRITTA HA AVUTO ESITI POSITIVI? (sono possibili più risposte, con eventuale spiegazione a lato)

4.1.a

NO

 

4.1.b

SI, IN TERMINI DI RISULTATI CONCRETI E VISIBILI SUL TERRITORIO

 

4.1.c

SI, IN TERMINI DI AUMENTO DEL POTERE DECISIONALE DEI CITTADINI

 

4.1.d

SI, IN TERMINI DI ARRICCHIMENTO DELLA CONOSCENZA DEI BISOGNI

 

4.1.e

SI, IN TERMINI DI TRASFORMAZIONE DELLA MACCHINA PUBBLICA

 

4.1.f

SI, IN TERMINI DI TRATTAZIONE DIFFUSA DI NUOVI TEMI

 

4.1.g

SI, IN TERMINI DI COSTRUZIONE DI VISIONI E SCENARI CONDIVISI DI MEDIO TERMINE

x

4.1.h

SI, IN TERMINI DI SPERIMENTAZIONE DI NUOVI STRUMENTI DI GOVERNO

 

4.1.j

SI, IN TERMINI DI CAMBIAMENTI CULTURALI DIFFUSI (specificare)

 

4.1.k

ALTRO (specificare)

 

4.2

L’ESPERIENZA SI È AVVANTAGGIATA DI QUALCHE INCENTIVO FORNITO DA BANDI DI GARA, LEGGI SPECIALI O ALTRI STIMOLI FORNITI DA ISTITUZIONI SUPERIORI?

4.2.a

SI

 

4.2.b

NO

 

4.3

SE LA RISPOSTA È “SI”, PRECISARE DI CHE TIPO

 

4.4

L’ESPERIENZA HA EVIDENZIATO QUALCHE LIMITEBLOCCANTE CHE L’HA CONDIZIONATA IN MANIERA RADICALE? (sono possibili più risposte)

4.4.a

NO

 

4.4.b

SI, IN TERMINI DI INTERAZIONE TRA ATTORI ISTITUZIONALI E NON(specificare)

x

4.4.c

SI, PER LO SCARSO INVESTI-MENTO DI RISORSE PUBBLICHE

(specificare)

 

4.4.d

SI, PER LA MANCANZA DI VOLONTÀ POLITICA

(specificare)

x

4.4.e

SI, PER IMPEDIMENTI BURO-CRATICI, SCARSO COORDI-NAMENTO INTERNO DEGLI ENTI COINVOLTI ECC. (specificare)

 

4.4.f

ALTRO (specificare)

 

4.5

QUALI OBIETTIVI PREVISTI SONO STATI RAGGIUNTI? (specificare)

Il processo è tuttora in corso, tuttavia alcuni primi obiettivi sono stati raggiunti: coinvolgimento della cittadinanza e costruzione di uno scenario condiviso

4.6

SI SONO VERIFICATI DEGLI ESITI POSITIVI INATTESI?

4.6.a

SI

 

4.6.a

NO

 

4.7.

SE “SI”, QUALI? (specificare)

 

4.8

SI SONO VERIFICATI DEGLI EFFETTI NEGATIVI NON PREVENTIVATI?

4.8.a

SI

 

4.8.a

NO

x

4.9.

SE “SI”, QUALI? (specificare)

 

4.10.

DAL PERCORSO FINORA SPERIMENTATO QUALI OPPORTUNITÀ SONO EMERSE CHE SI PUÒ PENSARE DI SFRUTTARE COSTRUTTIVAMENTE PER IL FUTURO? (specificare)

costruzione di fiducia tra gli attori locali

4.11.

QUALI ELEMENTI SI POTREBBERO REINDIRIZZARE, PER FAR MATURARE IL PERCORSO IN FUTURO? (specificare)

Forme di coinvolgimento della società locale (attori istituzionali e non)

4.12.

IL PERCORSO HA GETTATO BASI SUFFICIENTI PER POTER CONTINUARE? (specificare)

Costruzione di una prima capacità di interagire in contesti progettuali

4.13.

QUALI ELEMENTI POSITIVI POTREBBERO ESSERE EMULATI IN ALTRI CONTESTI E CON QUALI ATTENZIONI? (specificare)

Costruzione di una prima capacità di interagire in contesti progettuali

4.14

EVENTUALI NOTE AGGIUNTIVE

 

 

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