Verbale riunione nodo toscano-umbro 01.10.2004

 

 

Il giorno 01.10.04 a Empoli presso il Cenacolo degli Agostiniani alle ore 16 si è riunito il nodo toscano-umbro con il seguente ordine del giorno:

 

Presenti: Alberto Magnaghi, Mercedes Frias, Claudio Bicchielli, Lucia Vella, Rita Marazita, Claudio Fornai,  Giancarlo Paba, Cristina Bevilacqua, Pietro Toesca, Franco Insalaco, Rossano Pazzagli, Giampaolo Pioli, Silvia Vugliano, Fiorella Bomè, Sandro Bartaloni, Vincenzo Striano, Veronica Viti, Rossana Corsinovi, Camilla Perrone, Mbaye Diaw, Giovanni Allegretti, Francesca Rispoli, Sara Terreni, Francesco Falsetti, Ivo Lisi, Laura Colini, Mario Gottini, Marco Della Pina, Giuseppe Salvatore Zummo, Francesca Conti, Fiammetta Benati, Moreno Biagioni, Ornella De Zordo, Giuseppe Croce, Alfiero Ciampolini.

 

Alberto Magnaghi:

apre l’assemblea illustrando l’ordine del giorno e presentando Mercedes Frias e Claudio Bicchielli, nuovi assessori di Empoli.

Proposta da formalizzare in occasione dell’assemblea nazionale dei soci: l’assessore all’ambiente, diritti di cittadinanza, pari opportunità e cultura della differenza del Comune di Empoli Frias potrebbe svolgere un ruolo di coordinamento nazionale  sui diritti di cittadinanza e immigrazione all’interno del Comitato Esecutivo della Rete, impegnandosi ad organizzare entro il 2005 a Empoli un’iniziativa di confronto su questi temi, mentre l’assessore Bicchielli (assessore ai servizi sociali, politiche della casa, municipio partecipato) si occuperà di rilanciare e sviluppare il percorso di partecipazione strutturata,  già avviato con le conferenze d’area (valdarno e valdelsa) all’interno del Circondario Empolese Valdelsa.

Formula un bilancio positivo dell’impegno della rete toscana sull’appello per le elezioni e i loro risultati (tranne Arezzo dove tuttavia si svilupperà il lavoro avviato dal Forum) con nuove iscrizioni di comuni che rafforzano il nodo toscano; con la moltiplicazione degli assessorati alla partecipazione;

Proposte

-affrontare i temi dei tagli alla spesa locale in forme non solo di protesta ma per inventare nuove economie locali mobilitando la società locale e aumentando l’autogoverno municipale;

-         formalizzare le aree di suddivisione territoriale del nodo toscano-umbro, per affrontare meglio le tematiche specifiche di area;

-         formazione di un gruppo di lavoro per elaborare le tesi di un appello ai candidati alle elezioni regionali toscane della prossima primavera;

-  puntualizza una serie di punti che la rete dovrebbe proporre ai comuni per i processi               partecipativi sui seguenti temi:

1.      proposizione di sede unica e strutturata con valore deliberativo e carattere continuativo(non ex post su singoli problemi, ma estesa su tutto il processo: formazione delle conoscenze del luogo e dei suo statuti, formazione degli scenari di futuro, articolazione e gestione dei progetti, ecc);

2.      includere lo statuto partecipativo negli statuti comunali;

3.      limiti nell’affrontare temi marginali su obiettivi già decisi e necessità di affrontare a tutto campo gli scenari di futuro su politiche ancora da definirsi;

4.      articolare l’istituto di partecipazione su temi specifici e con attori diversi, senza perdere l’unitarietà del processo;

5.      protagonismo nei processi partecipativi dei soggetti non istituzionali, che debbono condurre i processi stessi; le istituzioni come garanti;

6.      assegnare risorse specifiche ai processi partecipativi strutturati;

7.      dare spazio ai saperi locali e contestuali di partecipanti , rispetto ai saperi esperti che sovente allontanano la partecipazione;

8.      privilegiare gli attori sociali deboli e sottorappresentati nei processi negoziali e nella formazione degli scenari.

 

 Legge infine una nota di David Fanfani sulla situazione pratese dove si evidenzia la possibilità di costituire un nodo della rete in Val di Bisenzio (Laboratorio ANCI, conferenze d’area del PTC) con la Provincia di Prato, e a Prato (Forum civico di progettazione partecipata-ARCI, Forum “Città, territorio e società”, 5 laboratori di progettazione partecipata nelle frazioni promossi dal Comune)

 

Claudio Bicchielli (assessore Empoli)

Occorre capire che cosa si sta muovendo dopo le recenti elezioni, su che cosa intendano lavorare i nuovi amministratori. Il programma è di impegnarsi concretamente sui punti elencati dal presidente affinché prenda avvio un reale processo costituente che ricrei un rapporto positivo e costruttivo tra amministratori e cittadini.

 

Giampaolo Pioli (sindaco di Suvereto)

Il sindaco di Suvereto conferma l’avvio del percorso di adesione del comune alla Rete del Nuovo Municipio, già avviato dal predecessore Rossano Pazzagli.

Il comune si è assunto il ruolo di stimolo nel territorio sui temi della partecipazione, dei nuovo statuti comunali, , dell’Agenda 21.

Suvereto fa parte dell’altro circondario toscano, il Circondario della Val di Cornia.

I comuni del circondario lavorano ad  un Piano Strutturale di Circondario ed un Documento di indirizzi molto forte. Tra l’altro già in fase elettorale si era costituita per la  cui attuazione è costituita una assemblea programmatica.

Già nella creazione del programma elettorale movimenti e partiti sono riusciti a dialogare creando un progetto condiviso, un dibattito avanzato anche sul tema della riconversione industriale. Sottolinea l’importanza della riconversione del modello di sviluppo sui temi legati alla valorizzazione del territorio, ma sottolinea l’importanza del  tema del rapporto fabbrica–città in relazione alla situazione di Piombino dove 3500 famiglie sono legate ad una tradizione culturale e a una storia del territorio,mentre le proposte dell’azienda sono confuse e dilatorie.

 

Vincenzo Striano (presidente ARCI Toscana)

-         Lamenta la scarsa attenzione rivolta al Social Forum che si svolgerà a Londra:occorre partecipare, è un appuntamento importante, partito un po’ in sordina ma che adesso si prevede molto partecipato. La rete potrebbe redigere un documento da presentare in quell’occasione.

-         Esiste concreto il rischio che la classe politica non riesca a mantenere vivo il contatto con la gente: nonostante la vitalità dei movimenti non c’è stata una vera riforma della politica , ma un arretramento (bocciato ad esempio nello statuto il tema sulle famiglie di fatto).

-          Elezioni regionali: non fare proselitismo ma essere aperti e disponibili nel portate il nostro contributo ai vari tavoli propositivi che si stanno aprendo in vista delle elezioni regionali. La rete però ha la sua specializzazione, il suo primato sulla partecipazione che attraversa trasversalmente ogni tematica. Su questo dobbiamo con chiarezza dare linee e prendere posizioni.

 

Marco Della Pina (Università di Pisa)

-         Importanza di aprire processi partecipativi sui beni comuni acqua, energia rifiuti. Il 4 ottobre si riunisce in Regione l’organismo tecnico per il patto strategico sui rifiuti: i cittadini non saranno presenti. La Regione, senza neppure prendere atto del fallimento del passato, elabora un patto strategico con percorsi blindati. Nei prossimi anni si investiranno 1500 miliardi di vecchie lire, 1000 dei quali in inceneritori. Per questo si chiede a tutti di sottoscrivere un documento (di cui legge alcuni passi) già sottoscritto da WWF Forum ambientalisti ed altri, che propone concrete alternative a monte degli impianti  nella produzione dei rifiuti (rifiuti zero nel 2020); attuando una moratoria sugli impianti. Propone di rafforzare gruppi tematici, in particolare sulla nuova legge di governo del territorio della Regione.

 

Rossano Pazzagli (coordinatore nodo maremmano)

-         L’assemblea nazionale della Rete prevista per il 30 ottobre a Bologna (spostata al 13 novembre) è un appuntamento importante ad un anno dalla nascita della stessa. Dovrebbe far emergere una crescita dal punto di vista dell’organizzazione anche del nodo toscano-umbro.

L’esigenza continua ad essere quella di dar voce a chi non è organizzato o non si sente rappresentato da niente, affiancare forme di democrazia diretta per dar voce ai cittadini; formare i nodi subregionali come cantieri della democrazia;

Nell’area costiera maremmana, in Val di Cornia, all’Isola d’Elba da molti luoghi giungono segnali importanti dell’esigenza di avviare percorsi nuovi.

-         Continuare la riflessione sul “municipalismo buono”, sul federalismo ed il rapporto municipio/regioni e trovare metodi di scambio e confronto costruttivo per superare conflitti e divisioni che nei nostri territori si sono mostrati tra le stesse forze di sinistra.

 

Ornella De Zordo (lista un’altra città un altro mondo, Firenze)

E’ assolutamente fondamentale che la Rete sia luogo di stimolo ed elaborazione. Il processo partecipativo deve essere visto nell’insieme o si rischia che sia relegato alla definizione dei dettagli di programmi decisi da altri in altri luoghi.

Abbiamo chiesto di aderire alla Rete nella forma di gruppo consiliare di opposizione a Firenze, dal momento che si da una valutazione negativa dei processi partecipativi istituzionali. Bisogna aprire la partecipazione alla rete a soggetti diversi.

Pone il problema di come occorre iniziare a lavorare, come ci si confronta, quando ci sono decisioni programmatiche già prese nel programma elettorale dell’amministrazione.

 

Mercedes Frias (assessore Empoli)

Registra la formazione di molti assessorati alla partecipazione, ma proprio per questo bisogna fare attenzione alle mode: Corriamo il rischio di non capirci sulla parola partecipazione. Dobbiamo darle sostanza per impedire che si dia vita a strutture che non hanno potere, fondi possibilità d’azione.

C’è una tendenza forte a vedere la partecipazione come processo comunque governato dall’alto mentre la collocazione non dovrebbe fare la differenza.

In molti paesi del sud america, a Santo Domingo per esempio, c’è nei cittadini un forte senso di responsabilità sociale che non corrisponde però ad un altrettanta sviluppata coscienza di essere soggetti di diritto. Da noi ormai è forte la coscienza di diritto che però diventa delega priva di corresponsabilità.

Il processo partecipativo deve essere reciproco, dall’alto e dal basso nello stesso tempo.

Fa l’esempio dei danni del protezionismo dei coltivatori del nord come impoverimento di quelli del sud del mondo

 

Giancarlo Paba (università di Firenze, LaPEI)

E’ fondamentale analizzare, monitorare il già esistente:

-         Costituire le articolazioni territoriali del nodo. Accade sempre più spesso che i comuni si mettano insieme e si coordino per lavorare a livello territoriale, occorre dunque tematizzare questa spontaneità dei consorzi di comuni che collaborano intorno a temi specifici. Bisogna osservare, curare, far diffondere questi percorsi spontanei di aggregazione e connetterli con le attività di ricerca delle università, come già accade ad esempio, nei comuni dell’Amiata sul tema del ripopolamento della montagna.

-         Il rischio è che la rete che per adesso è per lo più rete di relazioni inter-istituzionali, tra i cittadini  e la società locale rimanga “clandestina”.

Occorre far arrivare ai cittadini l’idea che i problemi possano essere risolti con percorsi e risorse nuovi, diversi.

 

Fiorella Bomè (Attac)

Il comune di Certaldo ha aderito già da un po’ alla Rete ma di questo i cittadini non sanno niente. Bisogna lavorare affinché i cittadini abbiano gli strumenti necessari per essere protagonisti, fare informazione, calare la partecipazione dall’alto al basso, alle donne, non sui dettagli, ma sugli scenari dello sviluppo. Sottolinea l’importanza del tema dell’informazione e della formazione dei gruppi tematici.

 

Cristina Bevilacqua (assessore partecipazione Comune di Firenze)

Serve in questo momento di crisi di sindacati, associazionismo, ragionare e studiare nuovi strumenti per la partecipazione al di la delle già avviate consulte. Riflettere insieme sugli aspetti normativi. Ragionare sul rapporto tra partecipazione e città metropolitane, quartieri e municipalità, dando molta importanza al rapporto con i quartieri. Deve esserci una trasversalità del lavoro al di là della specifica delega di un assessore, per realizzare un rapporto dialettico fra democrazia partecipativa e amministrazione. La proposta dell’appello per le regionali è molto interessante.

 

Francesca Rispoli (Università di Firenze, LaPEI)

In provincia di Siena, dalla Comune di Bagnaia, con i vari comitati “contro” è nato un dibattito, un lavoro di confronto molto interessante che vuole coinvolgere anche l’amministrazione comunale di Sovicille, vista la disponibilità del nuovo sindaco.

 

Beppe Croce (Legambiente Arezzo)

Nodo aretino: a luglio si è vista una grande mobilitazione sui contratti di quartiere che ha ottenuto l’obiettivo di far mutare gli indirizzi precedentemente presi dalla giunta. A breve, riprenderà il laboratorio: è dunque prematuro individuare un responsabile. Il laboratorio si configura come rete, dove rappresentanti di istituzioni, politici, cittadini, si presentano a titolo personale.

I quattordici tavoli regionali per il “patto per lo sviluppo” lavorano separati, senza una visione d’insieme: bisogna lanciare il tema delle politiche integrate.

Per quanto riguarda i temi dei rifiuti e dell’energia e bene lavorare e riflettere a livello nazionale. Ritiene che la Toscana  in materia di rifiuti non stia facendo niente e dunque bisogna fare gli inceneritori.

La rete deve dare un supporto a livello metodologico sulle nuove forme di democrazia,  non deve avere necessariamente una posizione sui singoli temi.

 

Marco Gottini (Social forum di Piombino) e Giovanni Allegretti (Università di Firenze, LaPEI) ci faranno avere al più presto i loro interventi.

  

Pietro Toesca (Rivista Eupolis)

Propone un dibattito sulla partecipazione che evidenzi la necessità di affrontarla come espressione dei mondi della vita quotidiana, delle relazioni concrete e dei bisogni emergenti da queste relazioni; propone di realizzare un rapporto con la rivista Eupolis che potrebbe ospitare riflessioni generali (dato il carattere della rivista) sui diversi temi trattati dalla rete

 

Alberto Magnaghi (presidente rete)

 

-         Propone di avviare l’articolazione territoriale del nodo toscano ( promuovendo l’autonoma costituzione del nodo umbro) e relativi responsabili:

           -nodo maremmano (referente Rossano Pazzagli)

           -nodo fiorentino(referente Giancarlo Paba)

           -nodo pratese (referente David Fanfani)

           -nodo empolese-valdelsa(referente Claudio Bicchielli).

In via di definizione il nodo aretino, del Mugello, Senese (Rispoli)  e quello della costa Pisa/Massa. (Dalla Pina)

-         Propone la formazione dei Gruppi di lavoro tematici (si invitano gli aderenti alla rete a fornire le proprie disponibilità):

           -programma regionale per le elezioni: federalismo municipale (referente      A. Magnaghi);

          - nuove forme della partecipazione e informazione ( referenti Bomè, Paba)

                         - economie locali e nuove forme di consumo, laboratori di economia solidale ( referente Rispoli)

                         - migranti, diritti di cittadinanza, città multietnica (Frias, Striano, Perrone)

 

 I gruppi di lavoro tematici potrebbero già fornire dei contributi sui singoli temi per integrare il documento programmatico (in allegato) della commissione nazionale coordinata da Giorgio Ferraresi per l’assemblea nazionale del 13 novembre.